La maggioranza vince per 12 voti sul conflitto d'attribuzione. Il Pd protesta al Pantheon

La Camera ha dato l'assenso al conflitto di attribuzione sul processo Ruby con una votazione senza registrazione. Il margine di vantaggio a favore della richiesta, avanzata dalla maggioranza, è stato di dodici voti, come ha precisato al termine il presidente della Camera, Gianfranco Fini.
5 AGO 20
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Sarà quindi sollevato davanti alla Corte Costituzionale un conflitto di attribuzione tra poteri dello stato sul caso Ruby. La Consulta dovrà pronunciarsi sulla competenza del tribunale dei ministri per il processo a carico del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sottraendola alla procura di Milano. Il perno giuridico di tale operazione è l'art. 96 della Costituzione che prescrive l'autorizzazione del Parlamento per procedere nei confronti del presidente del Consiglio e dei ministri. Secondo la tesi della maggioranza uno dei reati contestati al premier Silvio Berlusconi, la concussione, sarebbe di natura ministeriale.
Il vicepresidente della Camera, Antonio Leone, ha dichiarato: "Il voto favorevole serve e servirà a difendere le prerogative della Camera". Dario Franceschini, capogruppo del Pd, ha commentato: "Questa è un'altra pagina davvero vergognosa". Il leader della Lega, Umberto Bossi, ha espresso soddisfazione per i numeri a disposizione della maggioranza: "I voti di oggi sono più che sufficienti per andare avanti. Il governo è solido".
A Piazza Montecitorio è in corso il 'Democrazia day', l'iniziativa promossa dal Popolo viola, insieme a diversi partiti e associazioni, che si svolge tra piazza Montecitorio e piazza Santi Apostoli. Il Pd ha deciso invece di organizzare una propria manifestazioneal Pantheon, a partire dalle ore 18, alla quale parteciperà il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani.